Riflessioni di mezza estate su presente e futuro della condizione dei giovani medici italiani

 L’Europa senza confini è ormai una consolidata realtà sia per cittadini (Trattato di Schengen) che per i medici (D.Lgs 368/99 di “Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli”), ma anche per i pazienti (Direttiva UE 24/2011 sulla “cross-border Healthcare”: in vigore dal marzo 2013, consentirà a tutti cittadini comunitari di andarsi a curare in un altro stato membro alle stesse condizioni offerte dal proprio stato di appartenenza). Il tema centrale dei prossimi anni sarà rappresentato, pertanto, dalla competitività tra sistemi e modelli assistenziali e tra le professionalità mediche operanti nei differenti contesti UE. Per riassumere in una battuta quanto prima affermato, l’unica occasione di rilancio per le giovani generazioni di medici è rappresentata dalla formazione e professionalizzazione, ovvero dalla possibilità di raggiungere una piena maturità ed autonomia professionale in tempi adeguati, unitamente ad avere giuste opportunità di progressione di carriera, quanto di arricchimento sociale ed umano. Non si può e non si deve continuare ad alimentare il gap con i pari età delle altre nazioni, ma è necessario invertire da subito la tendenza, ponendo in essere le condizioni per fornire ai giovani medici le condizioni ambientali, organizzative e strutturali necessarie ad esprimersi ed accrescersi professionalmente.

Ai colleghi meno giovani (intendendo col concetto di “giovinezza” non una condizione anagrafica, bensì mentale) che si sono fatti interpreti di un sistema non più attuale e non più sostenibile, e che sono stati concausa delle criticità che investono la condizione dei giovani medici italiani (siano essi in formazione specialistica o specifica di medicina generale, ricercatori o dipendenti o convenzionati) i Giovani Medici (SIGM) offrono il loro entusiasmo, fermamente legato al realismo che si conviene a questo momento storico, ed il loro contributo per un confronto costruttivo e rispettoso, finalizzato a superare il gap tra generazioni e per prevenire l’altrimenti inevitabile conflitto intergenerazionale, i cui presupposti sono sotto gli occhi di tutti. Comprendiamo le insicurezze ed il nervosismo che conseguono allo sgretolarsi di un sistema di cui si è stati protagonisti, ma, forti della nostra buona fede e delle nostre idee, non ci facciamo né inibire né intimorire da nessuno. Ciò detto, a fronte della nostra disponibilità e comprensione, chiediamo che vengano abbandonate vecchie pratiche tendenti a cercare di sminuire o, talora, addirittura a mistificare il messaggio ed il lavoro del proprio interlocutore, distraendo le energie in sterili polemiche che probabilmente rappresentano il pretesto per temporeggiare e per giustificare surrettiziamente la mancata volontà di cambiare l’attuale stato delle cose.

Serve non solo una chiara presa di posizione a favore del cambiamento, ma è ormai indifferibile il superamento dell’attuale sistema: rinunciare a qualche diritto acquisito (che talora assume i contorni di privilegio) a favore dei giovani camici bianchi è un dovere a cui non ci si può più sottrarre. Forse tutti assieme si riuscirà a rimediare agli errori commessi in passato: Ma per fare ciò, occorre superare la logica di parte ed imparare a guardare all’insieme: tutti noi, giovani e meno giovani, facciamo parte di un sistema complesso ed in divenire ed, in una logica di interazione, è chiaro che le scelte dei singoli finiscono per ricadere su tutti.

Ai colleghi giovani il SIGM rinnova un accorato appello a convergere ed a fare quadrato, nel convincimento che insista all’interno della categoria un importante substrato associazionistico espressione del mondo giovanile, il cui contributo, libero da condizionamenti e da costrizioni, ha dimostrato di essere in grado di riaprire il dibattito sulla condizione dei giovani medici italiani dopo anni di immobilismo e di assuefazione, nei quali chi avrebbe dovuto compiere delle scelte di strategica importanza per il futuro dei giovani colleghi è stato invece distratto dal mantenere o addirittura incrementare le posizioni ed i privilegi acquisiti.

 

In conclusione, i Giovani Medici italiani auspicano che le Istituzioni (siano esse accademiche, politiche e professionali) che sovrintendono alla formazione medica vogliano realmente porre in essere a partire dal prossimo autunno una riforma del percorso formativo pre e post-lauream (con particolare riferimento alla formazione specialistica ed alla formazione specifica di medicina generale) che metta le future generazioni di medici nelle condizioni di essere protagoniste della sanità del XXI secolo, con particolare riferimento alla continuità ed integrazione delle cure, all’aggiornamento professionale continuo attraverso l’accesso alle evidenze scientifiche ed all’addestramento sul campo, al confronto su base internazionale, all’approccio olistico ed alla riscoperta del rapporto medico-paziente.


Il Consiglio Esecutivo SIGM

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