Lettera dei medici in formazione specialistica UNIPA al Magnifico Rettore

Cari Colleghi,

in seguito alla partecipata riunione di giorno 12 Novembre, i colleghi in formazione con contratto regionale di UNIPA hanno ritenuto opportuno scrivere una lettera al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo per metterlo a conoscenza delle ultime notizie provenienti dalla Regione Sicilia sulla copertura finanziaria dei contratti di formazione regionale in essere. Tale lettera viene di seguito riportata. Nei prossimi giorni verrà richiesto per solidarietà alla causa a TUTTI i colleghi in formazione (anche quelli con posto Ministeriale) di firmare la raccolta firme da allegare alla stessa.

 

“Al Magnifico Rettore

dell’Università degli Studi di Palermo

Prof. Roberto Lagalla

Magnifico Rettore,

è a Lei che dobbiamo rivolgerci ancora una volta per manifestare il nostro disagio estremo nel constatare come le nostre battaglie apparentemente vinte, su questioni che riguardano direttamente la nostra dignità umana e professionale si siano rivelate in realtà, almeno in parte, inconcludenti.

Ci riferiamo ovviamente all’annosa questione del pagamento delle borse di studio di coloro i quali, fra noi, dipendono economicamente dagli andamenti altalenanti ed imprevedibili della disponibilità di cassa della Regione Sicilia, la cui insolvenza si è oramai cronicizzata privandoci di qualsiasi prospettiva personale e formativa a breve, medio e lungo termine. A poco o nulla è servito evidenziare agli occhi di chi ci governa l’abnegazione e lo spirito di sacrificio con cui, nonostante tutto, nessuno di noi abbia mai perso di vista l’importanza del proprio ruolo nel garantire un servizio a chi è cardine e fine ultimo del nostro lavoro: il malato. Al nostro ininterrotto impegno all’interno, e sempre più anche all’esterno, di questo Policlinico Universitario, è corrisposto un flusso discontinuo e singhiozzante dei mezzi economici che ci sono stati garantiti all’atto della stipula dei nostri contratti, e che avrebbero dovuto permetterci, dopo aver vinto un regolare concorso, di diventare Medici, Chirurghi e Specialisti di ogni branca in grado di far fronte alla pressante richiesta di salute di questa Terra, destinata inesorabilmente a rimanere inesaudita.

Più volte, nel corso dell’ultimo anno, ci siamo incontrati, abbiamo discusso, in bilico fra l’istinto di intraprendere forme di protesta che dessero rilevanza mediatica alla nostra causa e la razionale consapevolezza, che poi ha sempre prevalso, che le uniche vere vittime dei disagi provocati dall’esercizio del nostro pur legittimo diritto a manifestare il nostro malessere sarebbero state i nostri pazienti.  Così abbiamo accettato tutti i compromessi che ci sono stati proposti di volta in volta per tirare a campare, pur rinunciando per questo a qualsiasi possibilità di pianificare la nostra formazione nel tempo e negli spazi europei che qualsiasi normativa vigente ci offre. Abbiamo abbassato la testa davanti alle necessità di sacrifici imposte da un periodo di ristrettezze economiche che capiamo essere vaste e pressanti. Ma anche questo non è bastato, e oggi ci troviamo ancora una volta avvolti dall’incertezza assoluta su ciò che avverrà nei prossimi mesi e già a partire dal mese corrente, date le notizie insistenti di totale assenza di liquidità nelle casse della Regione, che inevitabilmente tornerà ad essere, ancora una volta, insolvente nei nostri riguardi. Chi le scrive non è solo medico, collega e aspirante specialista in formazione, ma in molti casi è anche marito e padre, e porta sulle spalle il peso di una famiglia e delle sue necessità essenziali, davanti alle quali nessuno di noi può fare “spallucce” e chiosare dicendo “non ho liquidità in cassa”. Nel recente passato abbiamo attraversato periodi lunghi anche tre mesi senza ricevere alcun pagamento e senza mai smettere di prestare i nostri servizi. Ma oramai la misura è colma, e non ci sentiamo più in grado di resistere in questo limbo soffocante e senza futuro in cui la politica ci ha relegato, ritenendo di dover far fronte ad altre priorità economiche, che non includono la regolare corresponsione di quanto è a noi dovuto.

Nei mesi scorsi l’Università di Palermo, cofirmataria insieme alla Regione Sicilia dei nostri contratti di formazione, non si è tirata indietro davanti alle responsabilità che le competono, ed ha garantito per alcuni mesi il flusso stipendiale in attesa che gli enti regionali dessero seguito ai mandati di pagamento emanati in favore dell’Ateneo. Ma vogliamo sottolineare come le cronache recenti abbiano per esempio dato ragione ai colleghi dell’università di Messina, il cui Ateneo tramite sentenza è stato investito della facoltà (e del dovere) di far fronte ai pagamenti delle borse di studio, in attesa dei fondi stanziati dall’ARS in sede di approvazione dell’ultima legge di Bilancio. Ed è per questo che oggi dobbiamo tornare a rivolgerci a Lei, Magnifico, per chiederLe di rinnovare e rendere stabile il suo impegno nei nostri confronti ad onorare il contratto che ci lega a questa Università, oltre che a questa Regione, in calce al quale è ben visibile l’impegno da tutti assunto a garantire i nostri pagamenti in cambio del nostro servizio, prestato fin ora senza soluzione di continuità.

Qualora ciò non avvenisse, non possiamo escludere il ricorso a più incisive forme di protesta, preludio ad un inevitabile ricorso a vie legali cui mai vorremmo adire, ma che a volte sono l’unico modo per ottenere giustizia, come dimostra il caso dei colleghi messinesi.

Sicuri della Sua massima disponibilità ad incontrarci ancora e a cercare con noi soluzioni stabili e durature che ci liberino dalla schiavitù dell’incertezza, cogliamo l’occasione per porgerLe distinti saluti.

Palermo 14/11/2013

I Medici in Formazione Specialistica

dell’Università degli Studi di Palermo”

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