Investire nella formazione delle giovani professionalità mediche e sanitarie per segnare una #SVOLTABUONA in tema di Salute!

Bene che i risparmi della spending review sanitaria restino alla sanità, ma si reinvestano in primary care, prevenzione, ricerca, innovazione, unitamente alle risorse che possono essere recuperate attraverso il superamento di sprechi, inappropriatezze ed inefficienze.  Indifferibile investire nella qualificazione e formazione delle risorse umane in sanità: tematiche quali l’accesso alla formazione ed al mondo del lavoro dei giovani medici e delle altre giovani professionalità sanitarie, caratterizzate da gravi criticità ad oggi irrisolte, non rappresentano un problema di categoria, ma hanno ricadute tangibili sullo stato di salute di tutta la popolazione. Rivolgiamo un appello al Governo, ed in particolare al Premier ed ai Ministri della Salute e dell’Università, affinchè vengano compiute scelte coraggiose per rilanciare il sistema salute, a cominciare dal garantire ai cittadini italiani di continuare ad essere curati da medici italiani qualificati a prendersi cura del loro bisogno di salute.

 

<<Esprimiamo apprezzamento per l’annuncio che i risparmi della spending review sanitaria verranno investiti nel sistema salute, ma in assenza di una profonda inversione di tendenza e del superamento di vecchi schemi, assetti e logiche di parte, temiamo che ciò non possa essere sufficiente.>> – va dritto al punto l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) che continua – <<Va compiuto uno sforzo ad opera di tutto il sistema salute per eradicare sprechi, inappropriatezze ed inefficienze che insistono tanto nei singoli Servizi Sanitari Regionali quanto nella Professione, al fine di recuperare risorse per reinvestirle in tutti gli ambiti strategici per il SSN. – continuano i Giovani Medici (SIGM) – Soltanto attraverso adeguati interventi nei settori della conoscenza, della formazione e della ricerca, e quindi a sostegno delle giovani generazioni di professionalità mediche e sanitarie, si potrà segnare una #SVOLTABUONA in tema di Salute>>.

Politiche professionali gerontocratiche ed autoreferenziali, sperequazione tra generazioni e mancata valorizzazione delle risorse umane giovani, blocco del turn over e tentativi di innalzamento dell’età massima di pensionamento, eccessivi tempi nell’accesso alla professione e nell’acquisizione di maturità ed autonomia professionale, progressione di carriera fondata sull’anzianità di servizio, assenza di criteri di valutazione delle performance nella medicina convenzionata, pervasività della politica e del sindacalismo, sovraesposizione alla responsabilità professionale, insufficiente interscambio tra università e SSN in tema di formazione e ricerca: sono tutte problematiche che inducono i giovani medici, ma anche gli attuali studenti in medicina, a considerare sempre più la scelta di “rifugiarsi” all’estero, con grave depauperamento del SSN e con gravi ricadute sul sistema Paese e sullo stato di salute della popolazione. Si stima, infatti, che tra il 2009 ed il 2013 siano più di 6000 i giovani medici italiani, formati a carico dello Stato Italiano, emigrati all’estero.

E nel capitolo della formazione delle giovani professionalità mediche insistono ancora delle gravi criticità non risolte. Emblematico è il dato relativo alla programmazione dei fabbisogni, che evidenzia come, a fronte di una sensibile contrazione del contingente di contratti di specializzazione (passati dai 5.000 a regime, ai 4.500 dello scorso anno accademico, ai 3.500 previsti sulla base della disponibilità di risorse per l’attuale), è stato continuo l’incremento degli accessi a medicina (dai circa 7400 del 2007 ai più di 10.000 studenti l’anno negli ultimi 3 anni, con uno sforamento del numero programmato, nell’ultimo anno, stimato da 3000 a 5000 unità). Il differenziale tra laureati e posti in scuole di specializzazione e nei corsi regionali di medicina generale è quindi incrementato ed è destinato ad incrementare sensibilmente nel tempo, con previsioni ancora più infauste per gli attuali studenti in medicina: già da quest’anno si stima vi saranno almeno 8.500 concorrenti per circa 4.400 posti (circa 3.500 contratti per la formazione specialistica e circa 900 borse di studio per la formazione specifica in medicina generale).

Non si tratta di rivendicazioni di stampo sindacale, ma nel duplice ruolo di medici e cittadini che vogliono spendere la propria esistenza in Italia <<chiediamo che i Ministeri competenti e le Regioni si dotino di idonei strumenti di programmazione dei fabbisogni formativi e di professionalità, in modo da orientare in maniera adeguata le loro politiche.>> – affermano Giovani Medici (SIGM) – <<Chiediamo, inoltre, che parte delle risorse derivanti dalla spending review sanitaria siano utilizzate per implementare il capitolo di spesa relativo alla formazione medica specialistica e generalista, vincolandole alle disponibilità dello Stato centrale. E chiediamo che per le medesime finalità di alta formazione in sanità si faccia ricorso ai fondi europei, affermando tale principio in sede di accordo di partenariato relativo alla programmazione 2014/2010, ormai prossimo alla definizione>>.

L’Associazione Italiana Giovani Medici è stata promotrice negli ultimi due anni di una serie di iniziative di sensibilizzazione delle Istituzioni in tema di valorizzazione dei giovani medici nel SSN (Primavera della Medicina GeneraleCampagna nazionale “We love SSN”, ”#GiovaniMediciDay III; petizione a sostegno degli investimenti nel post laurea di area sanitariamanifestazione “Investire sui giovani della sanità per investire sul futuro del nostro SSN” ecc..), ma, nonostante dei correttivi apportati in itinere, i problemi rimangono insoluti alla radice.

<<Siamo stanchi di protestare e di registrare risposte tampone a criticità di sistema che denunciamo da anni. Adesso che con la spending review si sta lavorando a livello di sistema è venuto il momento che le Istituzioni diano le risposte che meritano le giovani generazioni di professionalità mediche e sanitarie, perché da qui passa gran parte della tutela della salute nel nostro Paese. Servono riforme strutturali, in assenza delle quali non ci resterà che invitare tutti i colleghi ad emigrare all’estero!>> – concludono i Giovani Medici (SIGM).

 

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