IL MIUR ANNUNCIA VIA WEB IL RICORSO ALLA TECNOLOGIA TELEMATICA PER L’ESPLETAMENTO DEL CONCORSO NAZIONALE DI ACCESSO ALLA SPECIALIZZAZIONE

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Apprendiamo attraverso il comunicato stampa del MIUR, pubblicato in serata, alcune importanti informazioni non rese note in sede di riunione odierna (nemmeno a fronte di specifiche domande): oltre alla novità dello svolgimento con modalità telematica, ipotesi soltanto accennata in chiusura di incontro, senza l’enfasi che si ritrova nel comunicato del MIUR, della quale ci riserviamo di richiedere maggiori informazioni al fine di comprenderne contenuti e prospettive, desta perplessità la frase “è stata illustrata la necessità di intervenire sul DM già firmato con l’obiettivo di garantire lo svolgimento di un concorso di elevata qualità e nel contempo il più rapido avvio delle Scuole […] perché la sua complessità e la numerosità delle domande da produrre per più di 50 Scuole” non avrebbe consentito “di organizzare un concorso di qualità entro l’anno” .

Difatti, se resta universalmente auspicabile il tentativo di “garantire lo svolgimento di un concorso di elevata qualità“, è difficilmente comprensibile la “volontà politica” di garantire un “rapido avvio delle Scuole“, riscrivendo un Regolamento che dia “più peso, nel test, alla parte specialistica dei quesiti rispetto a quella generale“, aumentando il numero di quesiti che dovranno essere realizzati per ognuna delle 53 scuole previste dall’ordinamento attuale.

Al contrario, vista la palese volontà politica di modificare il DM recante il Regolamento per il concorso nazionale di accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria, conforta l’apprendere a mezzo stampa che l’obiettivo del MIUR è quello di “definire il nuovo decreto entro la prossima settimana per poter comunicare quanto prima i suoi contenuti e consentire ai candidati di prepararsi al meglio, così come richiesto da tempo dal SIGM (clicca qui), e ribadito anche in sede odierna tramite il documento congiunto SIGM – Federspecializzandi (clicca qui).

Resta da capire cosa si intenda in concreto con la frase “Il decreto non sarà comunque stravolto”. Infatti, come ricordato nel precedente comunicato, il MIUR non ha escluso di apportare piccole modifiche ai punteggi attribuibili ad alcune voci (probabilmente trascurando che in un sistema a graduatoria nazionale anche modifiche inferiori all’unità potrebbero fare la differenza), in ciò chiedendo a tutti i presenti di fornire eventuali contributi ed osservazioni (alcuni acquisiti in presenza) altri acquisibili a mezzo di invio di email successivamente alla riunione.

Alcune brevi riflessioni. Nel corso dei lavori della Commissione di Esperti istituita dal Ministro Carrozza, ai cui lavori il SIGM ha contribuito attivamente, era stata paventata l’ipotesi di strutturare la somministrazione delle prove per vie telematica, ovvero dell’intero procedimento concorsuale, mutuando l’esperienza delle selezioni per la scuola recentemente espletate dal MIUR. Tale sistema, affidato ad ente terzo certificato, potrebbe in potenza ridurre al minimo (se non eliminare quasi del tutto) l’intervento “umano” nell’attribuzione dei punteggi e nella definizione delle graduatorie di merito, rendendo la selezione massimamente trasparente ed oggettiva.  Anche nel rileggere la versione del Regolamento inviata al Consiglio di Stato, in vero, rimanevano in potenza i margini per l’utilizzo della tecnologica telematica. Ma tali scenari avveniristici, per quanto auspicabili, apparivano essere futuribili negli anni a venire, almeno a dire degli Uffici del MIUR.

Orbene, al di là dello stupore derivante dall’apprendere a mezzo stampa del ricorso alla tecnologia telematica (sembra ormai questo il modus comunicandi del Gabinetto del Ministro), non appare per nulla chiaro cosa si intenda per incremento del “peso” dei test specialistici. Se il termine “peso” fosse usato come sinonimo di “numero”, allora la decisione politica apparirebbe un controsenso e la scadenza di ottobre non sarebbe per nulla accettabile. Se, invece, il termine “peso” fosse usato nell’accezione di valore attribuibile, allora l’enigmatico comunicato stampa del MIUR potrebbe acquisire un senso differente. Ed in tal caso la tardiva scadenza di metà ottobre potrebbe essere giustificabile dai tempi tecnici (al netto) necessari per predisporre e strutturare il sistema telematico.

Questo punto sarà dirimente per poter prendere una posizione definitiva sulla bontà della soluzione annunciata con un coup de teatre dal MIUR. Infatti, sarà necessario spiegare con motivazioni solide la differenza di trattamento derivante dal fatto che il prossimo concorso, annunciato ad ottobre 2014, possa essere seguito da un successivo concorso nell’aprile del 2015 (come oggi ipotizzato nel corso della riunione dal MIUR).

In ogni caso, una qualsiasi modifica del Decreto Ministeriale comporterà la riproposizione dell’iter per la concessione dei pareri di rito da parte del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. Se fosse in ultima analisi questa la ragione dell’espletamento del concorso a metà ottobre (ovvero a pochi giorni dalla chiusura dell’anno accademico 2013/2014, che avrà compimento il 31 ottobre 2014), e non la necessità di strutturare il sistema telematico, allora la ragione del ritardo sarebbe prevalentemente, se non esclusivamente politica: a tal proposito, i continui richiami all’operato del precedente Ministro, potrebbero offrire un’ulteriore chiave interpretativa.

Resta in ogni caso il fatto che tale modalità di comunicare con i “portatori di interesse” appare non appropriata né rispettosa di quanti tra le migliaia di colleghi aspiranti specializzandi da tempo, ormai, vivono in una condizione di incertezza.

Il SIGM cercherà di dipanare la matassa ed incalzerà in ogni modo il MIUR per rendere noti criteri di attribuzione dei punteggi (ai titoli ed alle prove) e modalità di svolgimento delle prove (ivi inclusi i riferimenti bibliografici ed il programma di studio) nel più breve tempio possibile.

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