Resoconto audizione del Ministro Giannini al CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE (CUN)

Cari Colleghi,

si è tenuta in data 29 aprile 2014 l’audizione del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. Prof.ssa Stefania Giannini, presso il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) .

Il Collega Giovanni Cerullo, rappresentante unico dei medici in formazione specialistica in seno al CUN ed espressione dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), è riuscito a portare all’attenzione del Ministro le tre seguenti importanti tematiche:

1) Finanziamento dei contratti di formazione specialistica di area medica: il collega Cerullo ha ribadito come, nonostante le continue rassicurazioni ricevute negli ultimi mesi da parte delle istituzioni e del Governo in particolare in risposta alle continue iniziative messe in campo dal SIGM, non risultano allo stato attuale esserci ipotesi di lavoro concrete di reperimento di finanziamenti aggiuntivi per mettere a concorso un numero adeguato di contratti di formazione specialistica. Il rappresentante del SIGM ha ricordato, inoltre, che le risorse attualmente disponibili sono sufficienti a coprire solo circa 3300 contratti a fronte di almeno 9000 potenziali concorrenti. Ciononostante nemmeno nel Decreto Legge IRPEF è stato previsto uno stanziamento di fondi.

2) Programmazione di professionalità mediche e l’accesso programmato al corso di laurea in Medicina: il collega Cerullo ha ribadito che l’accesso programmato al corso di laurea in Medicina è un valore che si DEVE preservare. La programmazione del fabbisogno, inoltre, deve essere un punto cardine per garantire il diritto all’accesso alla formazione medica pre e post laurea, oltre che standard formativi adeguati. I Giovani Medici (SIGM) si sono resi disponibili a un confronto sulle ipotesi di revisione delle attuali modalità di accesso ai corsi di laurea in medicina, fermo restando la tutela del valore dell’accesso programmato nonché il permanere di modalità oggettive e non discrezionali di valutazione.

3) Riorganizzazione delle classi, delle tipologie e della durata dei corsi di formazione specialistica: come è noto, entro il 31 Marzo 2014 il  MIUR avrebbe dovuto emanare un apposito Decreto Ministeriale di riorganizzazione delle classi, tipologie e della durata dei corsi di formazione specialistica, riducendone in alcuni casi la durata rispetto a quanto previsto dal DM 1 agosto 2005 con osservanza dei vincoli previsti dalla normativa europea. Ma tale adempimento di legge, ad oggi, rimane disatteso! Nella convinzione che tale riorganizzazione possa rappresentare un’opportunità, il collega Cerullo ha chiesto l’urgente applicazione di quanto previsto dalla norma. A tal fine ha proposto l’istituzione di una Commissione ad hoc che possa esitare una proposta di riorganizzazione e razionalizzazione dell’attuale offerta formativa.

Il Ministro, On. Prof.ssa Stefania Giannini, ha risposto direttamente ed indirettamente alle domande poste dal rappresentante del SIGM, come di seguito sintetizzato:

1) Il Governo sta lavorando per il reperimento delle risorse (circa 40 milioni di euro in aggiunta alla dotazione attuale del capitolo di spesa, che consentirebbe di finanziare circa 3500 contratti di formazione) che consentirebbero il finanziamento complessivo sino a circa 5000 contratti di formazione specialistica.

2) Il Ministro non ha nascosto che, a suo parere, l’attuale sistema di ingresso a medicina non sia il migliore possibile ed è sua intenzione migliorarlo. Ha dichiarato di guardare con particolare interesse al modello francese, ma ha ribadito di essere d’accordo che il numero programmato vada preservato, come richiesto dall’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM). Il Ministro, infatti, condivide la necessità di effettuare una corretta programmazione del fabbisogno di medici, quindi vuole fermamente conseguire il predetto obiettivo, limitandosi esclusivamente a rivedere le modalità di selezione per l’accesso al corso di laurea in medicina.

3) Il Ministro ha confermato l’intenzione del Ministero di proseguire con la riorganizzazione delle classi, delle tipologie e della durata dei corsi di formazione specialistica, ma non ha fornito previsioni di scadenze a tale proposito.

Infine, con un ulteriore passaggio il Ministro ha risposto agli interventi di due docenti dell’Area Medica del CUN, i quali hanno espresso la loro preoccupazione per l’ipotesi di incardinamento degli specializzandi degli ultimi due anni di corso nei vari Servizi Sanitari Regionali (a carico quindi delle Regioni), affermando di voler mantenere l’incardinamento di tutto il percorso di formazione medica specialistica in ambito universitario.

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