Esito dell’audizione dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) alla “Commissione XII Igiene e Sanità” del Senato in merito al Ddl Lorenzin 1324

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a) presupponga che l’inserimento dei medici in formazione specialistica nelle aziende del Servizio Sanitario Nazionale comporti la graduale assunzione delle responsabilità assistenziali secondo gli obiettivi definiti dall’ordinamento didattico del relativo corso di specializzazione nel rispetto della non sostitutività del personale strutturato;

b) stabilisca che il rapporto tra medici in formazione specialistica e personale strutturato dirigente medico non possa essere inferiore al rapporto di 1 (uno) a 7 (sette), fatto salvo quanto previsto al comma 3 dell’art. 38 del Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n.368 e s.m.i., ovvero che l’impiego del medico in formazione specialistica non sia in alcun caso sostitutivo, bensì integrativo, del personale strutturato dirigente medico;

[Dal combinato disposto delle richieste di cui ai punti a) e b) ne conseguirebbe lo scongiurare la saturazione delle piante organiche, a discapito delle future generazioni di giovani medici (attuali studenti e laureati), che si vedrebbero precluse le possibilità occupazionali.]

c) siano ricomprese nella rete formativa integrata delle scuole di specializzazione quelle strutture, Universitarie e del SSN, categorizzate per case-mix, che documentino valori di indicatori di qualità e performance superiori ai valori mediani regionali;

d) nell’ottica di un sistema di miglioramento continuo della qualità, conferisca all’Osservatorio Nazionale sulla Formazione medica Specialistica, ed agli omologhi Osservatori Regionali, la competenza di verificare periodicamente attraverso site-visit la sussistenza degli standard e requisiti minimi di accreditamento delle scuole di specializzazione, ed all’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Age.Na.S) il compito di effettuare il monitoraggio continuo delle performance formativo-assistenziali delle reti formative integrate;

e) gli esiti delle verifiche e del monitoraggio siano resi pubblici e rappresentino la base per porre interventi correttivi, ovvero determinare la chiusura delle singole reti formative che non documentino più standard e performance adeguati;

[Dal combinato disposto delle richieste di cui ai punti c), d) ed e) conseguirebbero garanzie di mantenimento di adeguati standard qualitativi di formazione per i giovani medici in formazione, che rappresentano il presupposto indispensabile per formare professionalità competitive in un sistema delle cure Europee. Infatti, le Direttive UE sull’assistenza transfrontaliera (2011/24/EU) e sulla qualificazione professionale (2013/55/Ue) hanno di fatto allargato all’Europa il mercato del lavoro in sanità nel quale si dovranno confrontare i giovani medici italiani, in uno scenario che vedrà una crescente competizione tra sistemi sanitari. Pertanto è necessario non solo formare bene i nostri professionisti, per metterli nelle condizioni di competere alla pari con i colleghi europei ma, soprattutto, investire sui giovani medici italiani e creare le condizioni per il loro inserimento nella sanità italiana che in prospettiva, stantibus rebus, rischia di diventare terreno di desertificazione visto l’alto numero di giovani medici costretti all’emigrazione in sistemi che garantiscono una migliore crescita personale e professionale.]

f) garantisca che il medico in formazione possa espletare attività in regime di intramoenia presso le strutture delle Aziende afferenti alla rete integrata (diritto già previsto dalla normativa vigente, ma ampiamente disatteso).

In conclusione, il SIGM ha chiesto che lo spirito dell’art. 7 del DDL Lorenzin non risponda alle necessità contingenti di carattere economico ed alla presupposta volontà delle Regioni di sopperire alle carenze negli organici del SSN senza ricorrere a nuove assunzioni attraverso pubblici concorsi, né che rappresenti un appiglio normativo per creare un accesso differenziato nel SSN, creando quindi medici di serie A e B. Al contrario, la delegazione ha auspicato che si lavori di concerto per un serio progetto di rivisitazione dell’attuale sistema formativo pre e post lauream in medicina che necessita, mai come ora, di un’implementazione di percorsi formativi integrati università-ospedale-territorio.

In quest’ottica si inserisce la richiesta del SIGM presentata in sede di II Workshop Nazionale sulla Formazione in Medicina di istituire una Costituente sulla formazione medica che veda MIUR, Ministero della Salute, Regioni e tutti i portatori di interesse focalizzati ad una rivisitazione complessiva della formazione di area medica.

In ogni caso sia chiaro che il S.I.G.M. non avallerà mai uno scenario potenzialmente svantaggioso per le giovani generazioni di medici, soprattutto per quanto attiene alle prospettive formative ed ccupazionali dei tanti colleghi precari di oggi e dei futuri colleghi specialisti di domani.

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