PATTO DELLA SALUTE: L’ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI CHIEDE L’ISTITUZIONE DI UNA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER LA FORMAZIONE DEI FUTURI MEDICI DI MEDICINA GENERALE

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), come già espresso in un precedente comunicato, esprime rammarico per l’assenza, nella formulazione della legge delega all’art. 22 del Patto della Salute, di iniziative volte a riqualificare il corso di formazione specifica in medicina generale e a migliorare le condizioni dei corsisti. Ancora una volta la formazione specifica in medicina generale viene ignorata, a fronte di un’importante riorganizzazione della formazione post-laurea dei medici, nonostante siano note da anni le sue criticità e la condizione di svantaggio in cui versano i corsisti. A tal proposito, si esprime compiacimento per l’evoluzione, in sede di emanando Decreto Ministeriale sul riordino delle scuole di specializzazione di medicina, della denominazione della Scuola di Specializzazione in Medicina della Comunità in “Medicina della Comunità e delle Scienze della Cure Primarie”, il che rappresenta un’ulteriore concreta disponibilità all’integrazione delle reti formative universitarie con le strutture ed i servizi del territorio afferenti al SSN.

Si chiede, pertanto, che le Istituzioni competenti (MIUR, Ministero della Salute e Regioni e Province autonome) in sede di tavolo politico per l’attuazione dell’ex Art. 22 del Patto della Salute (Gestione e sviluppo delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale) assumano tutte le iniziative necessarie a valorizzare anche in Italia la formazione specifica in medicina generale.

In tal senso il SIGM ritiene che vi siano tutte le premesse per l’avvio di un percorso specialistico per la formazione specifica in medicina generale. Riteniamo che solo mediante questa strada sia possibile conferire la giusta dignità al percorso formativo ed al ruolo dei futuri medici di medicina generale italiani, sia sul piano dei diritti dei formandi sia sul piano della qualità della formazione, ricordando come l’Italia sia uno dei rari casi in Europa a non prevedere una specializzazione per i futuri medici di medicina generale. La nuova scuola di specializzazione dovrà fornire competenze cliniche di medicina generale, di governo clinico dei percorsi di cura alla persona, integrati e continui e caratterizzati dal lavoro in team multiprofessionale, nonché di gestione di Servizi ed Unità Operative di Cure Primarie e di Distretto.

Per porre rimedio alla decennale condizione di declassamento della formazione dei futuri medici di medicina generale si ritiene altresì indispensabile l’istituzione in ambito universitario di un Settore Scientifico Disciplinare di Medicina Generale e Cure Primarie, nonché l’attivazione di Corsi di Dottorato di ricerca in Medicina Generale e Cure Primarie.

Al fine di sostenere concretamente le predette richieste, il SIMeG sostiene e invita a firmare la petizione promossa dal Forum Nazionale Giovani della Sanità.

LEGGI E FIRMA la petizione per la riforma dell’accesso e del percorso della formazione specifica in medicina generale!!!

Inoltre, il SIMeG si schiera a favore della implementazione delle attività professionalizzanti retribuite per i corsisti di medicina generale, come da propria proposta recepita in seno alla Legge Balduzzi, e sostiene la petizione promossa dalla FIMMG Formazione e FIMMG Continuità Assistenziale (LEGGI E FIRMA la petizione pro attività professionalizzanti), in attuazione dell’art. 1 comma 5 del D.l 158/2012, ritenendo tale riconoscimento un presupposto utile a reperire risorse ed esperienze professionalizzanti nell’ottica della richiamata integrazione della rete formativa.

In tal contesto, il SIMeG chiede alle competenti Istituzioni che vengano fornite le seguenti garanzie:

1)     Al fine di evitare che le attività professionalizzanti retribuite diventino, ancor prima che attività formative, occasione di impiego sottopagato di colleghi in formazione, a scapito di nuove assunzioni di colleghi già in possesso di formazione specifica in medicina generale, si chiedono garanzie affinché  tali attività siano retribuite in base ai compensi spettanti ai colleghi non in formazione e che l’impiego dei corsisti non sia alternativo all’assunzione dei colleghi già diplomati.

2)     Considerato che è urgente dare una risposta alla situazione difficile dei corsisti attualmente iscritti ai corsi di formazione in medicina generale, intanto che le iniziative sopracitate necessarie per evolvere il corso di formazione specifica vengano messe in atto, chiediamo che si proceda a dar corso alle seguenti richieste;

(a)  modifica delle attuali incompatibilità. A tal proposito si ricorda che l’art. 19 comma 11 della Legge 28 Dicembre 2001, n. 448 è in contrasto con l’art. 29 della direttiva europea 2005/36/CE.  Infatti, mentre la normativa comunitaria  stabilisce che “Nel quadro del suo regime nazionale di previdenza sociale, ogni Stato membro, fatte salve le norme sui diritti acquisiti, subordina l’esercizio dell’attività di medico di medicina generale al possesso di un titolo di formazione di cui all’allegato V, punto 5.1.4. Gli Stati membri possono esentare da questa condizione le persone in corso di formazione specifica in medicina generale.” il comma 11 dell’art. 19 della Legge 28 Dicembre 2001, n. 448, stabilisce che i corsisti possono essere impiegati solo quando non siano presenti altri medici disponibili, indipendentemente se questi siano in possesso o meno di una formazione specifica in medicina generale. Si chiede pertanto la modifica delle incompatibilità affinché i corsisti possano avere priorità su i medici non in possesso di formazione in medicina generale per quanto riguarda le attività di sostituzione di medici di medicina generale e di continuità assistenziale.

(LEGGI IL TESTO DELLA RICHIESTA DI MODIFICA DELL’ATTUALE NORMA SULLE INCOMPATIBILITA’)

(b)  Sospensione delle incompatibilità per i corsisti. Considerato che i corsisti ricevono una borsa per mantenersi economicamente, ma che il compenso ricevuto è, specie in alcune aree, di poco superiore alla soglia di povertà assoluta, appare assurdo che, a fronte di un compenso non dignitoso, si pongano ai corsisti dei limiti alla possibilità di lavorare per poter raggiungere un’indipendenza economica, anche quando l’attività svolta non influisce con il normale svolgimento del corso. A tal fine, fintanto che le iniziative volte a valorizzare la condizione del corsista di medicina generale non vengano messe in atto, chiediamo la possibilità per tutti i corsisti del corso di formazione in medicina generale di svolgere attività libero professionale. Facciamo notare che se è vero che il D.lvo 368/1999 stabilisce che il corso di formazione comporta l’impiego a tempo pieno (come ribadito in merito da una recente sentenza del TAR) è anche vero che già alcuni corsisti, ammessi in soprannumero senza borsa di studio, sono esonerati dalle limitazioni poste ai borsisti (art. 3, Legge 29 Dicembre 2000, n. 401), ammettendo di fatto che lo svolgimento di attività libero-professionale può essere conciliato con il normale svolgimento del corso.

DIPARTIMENTO DI MEDICINA GENERALE (SIMeG) DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI (SIGM)


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