MIUR riveda organizzazione di un concorso nazionale che resta un valore non negoziabile da preservare.

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Dopo due anni le soluzioni (non ascoltate) restano le stesse: sede unica/sedi macro-regionali, graduatoria unica nazionale e più risorse alla formazione.

Care Colleghe e cari Colleghi,

con la conclusione delle quattro giornate di selezione per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina è il momento di fare un punto di analisi strutturata della situazione grazie al supporto dai tantissimi input e dalle segnalazioni che ci avete fatto pervenire in queste giornate (che vi invitiamo sempre a indirizzare sia ai contatti ufficiali del MIUR sia agli indirizzi in calce).

In particolare, nonostante nella maggior parte delle aule il concorso sia stato svolto nella correttezza e nella piena osservanza delle indicazioni ministeriali, abbiamo appreso dalle testimonianze dei colleghi di come l’aver trascurato da parte del MIUR le nostre osservazioni (le ultime, ripetutamente inviate, per migliorare specificatamente questo concorso senza causare ritardi e impostare il lavoro per modificare la struttura dei prossimi) ha portato all’emergere delle criticità che continuiamo a rappresentare e prefigurare ormai da ben due anni assieme al Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS) sulla base dei dati raccolti dalla consultazione pubblica.

È palese che è ormai necessario un aggiornamento del concorso nazionale, in primis per risolvere la criticità rappresentata dal numero eccessivo di sedi concorsuali (ben 449, addirittura superiori all’edizione dello scorso anno) che, come preannunciato, sembra aver causato una eterogeneità nei controlli e nella sorveglianza!

Appare dunque indispensabile che il MIUR garantisca per i concorsi dei prossimi anni un’impostazione simile a quella dei concorsi di altre categorie professionali (es. notai) con una singola aula capace di accogliere tutti i candidati (es. Rho Fiera Milano, Nuova Fiera di Roma, Fiera di Oltremare Napoli) ovvero, in alternativa, poche gradi sedi macro-regionali gestibili da consorzi inter-universitari (con un numero complessivo nazionale inferiore a 10) al fine di prevenire ed evitare le irregolarità che potenzialmente una parcellizzazione rende possibili e che difatti molti colleghi hanno segnalato quest’anno (con particolare riferimento al crearsi di gruppi di collaborazione in alcune aule).

Altro “aggiornamento” da fare a questa macchina in movimento è sicuramente il passaggio a una graduatoria unica nazionale (che selezioni attraverso un test di carattere generale uguale per tutti) sulla base della quale i candidati risultati idonei possano scegliere liberamente fra le scuole e le sedi rimaste disponibili nell’ordine dettato dalla loro posizione, soluzione che abbiamo da sempre identificato come naturale obiettivo cui tendere.

Guardando ad alcuni timori riferiti al post concorso, oggetto di ampia discussione tra gli aspiranti specializzandi sono i criteri con la quale verranno distribuiti nelle sedi aggregate i vincitori. Difatti, il timore più grande è che a questo riguardo viga ancora la discrezionalità della direzione della scuola, un criterio che contrasta completamente con gli ideali che hanno portato alla nascita del concorso nazionale. In realtà nei mesi scorsi abbiamo lavorato con le istituzioni per sollevare questo tema e una risposta è arrivata dall’Osservatorio Nazionale sulla Formazione Medica Specialistica (ONFMS) con la necessità a questo punto di una reale e sistematica implementazione dei criteri di rotazione, così come stabilito dall’Osservatorio Nazionale.

Resta poi necessario che le Università si attrezzino per garantire dei corsi di preparazione al concorso post laurea, poiché al netto di una buona preparazione di base acquisibile negli anni di studio, è necessaria una preparazione ad hoc per allenare la capacità di risposta sui quiz evitando di delegare tale compito al proliferare di iniziative private assolutamente non controllate a livello qualitativo dal MIUR e il cui costo grava sui singoli concorrenti.

In definitiva è evidente la perfettibilità del concorso che, con i limiti rilevati, presta il fianco a dure critiche ma invitiamo tutti i colleghi a ricordare come il concorso nazionale resti un valore imprescindibile nato sull’onda di una situazione non più sostenibile che aveva reso le vecchie modalità di selezione locale vincolate a logiche totalmente estranee a criteri di merito e trasparenza.

Facciamo pertanto pubblico appello a tutti i concorrenti del concorso nazionale 2016 a fare fronte comune per richiedere l’attuazione immediata dei correttivi necessari (SCARICA FILE) aderendo a iniziative di manifestazione che proporremo nei prossimi mesi per rilanciare un concorso nazionale che rischia di rimanere impantanato in burocrazia e mediocrità e che, invece, con pochi accorgimenti potrà realmente diventare uno strumento importante per la selezione e formazione dei giovani medici della sanità italiana.

Nel frattempo, per ogni evenienza vi invitiamo a monitorare il sito universitaly nei prossimi giorni e facciamo un grande in bocca al lupo a tutti i colleghi concorrenti e li invitiamo ad attendere la prossima pubblicazione delle graduatorie di merito previste per l’11 agosto.

Per segnalazioni, dubbi, proposte vi invitiamo a contattare via e-mail gli indirizzi:

 

segretario@giovanemedico.it

vicepresidente@giovanemedico.it

presidente@giovanemedico.it

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