Patto della Salute 2019-2021. Giovani Medici: “Apprendiamo di un disegno volto a inserire negli Ospedali gli specializzandi sin dal terzo anno per sopperire a carenze strutturali. Esprimiamo numerose perplessità in tema di diritto alla formazione medica e di bisogno di Salute della popolazione”

 

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) esprime perplessità nel prendere visione del contenuto dell’accordo tra Ministero della Salute e Regioni del Dicembre 2019, in tema di reperimento di risorse umane da inserire nelle corsie ospedaliere. In particolare, assistiamo nuovamente al tentativo di utilizzare gli specializzandi sin dal terzo anno di specializzazione per “tappare le falle” che si sono create in decenni di scarsa programmazione, peraltro con inquadramento professionale subordinato a tempo determinato.

<<E’ umiliante che si possa continuare a pensare di ridurre il percorso formativo specialistico di un medico per coprire le falle del Servizio Sanitario Nazionale..>> – dichiarano i Giovani Medici (SIGM) – <<Ed è mortificante che la soluzione ricercata sia sempre quella di insistere o su giovani ancora non adeguatamente formati o sui colleghi in via di pensionamento, piuttosto che sui neo-specialisti precari che pure concorrono all’erogazione di assistenza sanitaria alla Popolazione Italiana>>

<<Peraltro – aggiungono i Giovani Medici (SIGM) – apprendiamo dalla bozza che circola del patto della Salute che l’assunzione sarebbe con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. Un utile orpello delle Regioni per garantirsi rapido turn over di manodopera a basso costo, in strutture che evidentemente non potranno essere adeguate a continuare la formazione degli specializzandi, perché non accreditate e riconosciute a livello ministeriale.
Rammentiamo a chi ci governa che la formazione specialistica è e deve essere a tempo pieno, nonostante i numerosi tentativi di attentare alla qualità formativa che si susseguono ad ogni provvedimento in tema sanitario, in ragione di una emergenza che essi stessi hanno contribuito a creare nel corso degli anni>>

<<Chiediamo un’assunzione di responsabilità sin da subito, con l’incremento del numero di contratti di specializzazione e l’inserimento delle strutture che necessitano di un supporto nelle reti formative, a patto che rispettino i requisiti standard per contribuire alla formazione degli specialisti del futuro. Auspichiamo anche che i provvedimenti legislativi non siano più incentrati a cercare escamotage per ridurre le spese a discapito della qualità dell’erogazione delle prestazioni sanitarie o al diritto dei Giovani Medici di formarsi adeguatamente.
Gli specializzandi non devono essere considerati “riservisti” del Servizio Sanitario Nazionale, da chiamare in servizio per tappare buchi o falle, ma un investimento sull’Italia del futuro. Questo non può prescindere da un percorso formativo che venga espletato, nella sua interezza, in luoghi dedicati e nei tempi necessari>>

I Giovani Medici (SIGM) rivolgono un appello al Governo ed al Parlamento affinchè vengano prese in considerazione le istanze delle giovani generazioni di medici: <<Siamo in un loop: a cadenza ormai mensile viene riproposta in la possibilità di utilizzare gli specializzandi in maniera non congrua alle loro necessità formative. Vogliamo che il percorso formativo post-laurea sia garantito a tutti con adeguati investimenti, statali e regionali, in un percorso unico che sia adeguatamente monitorato in termini di qualità ed efficienza. Qualsiasi altra soluzione apre il fianco a “pasticci” all’italiana, rischiando di dequalificare ulteriormente le giovani professionalità mediche!>>

 

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