Corso triennale

Il Corso di formazione specifica in Medicina Generale in Italia è stato istituito con la legge 30/07/1990 n. 212, in attuazione della direttiva n. 86/4/CEE. Con tale decreto, per l’esercizio dell’attività di Medico Chirurgo di Medicina Generale è necessario il possesso del titolo di Formazione Specifica in Medicina Generale.

Tale titolo può essere per certi aspetti paragonato a quello conferito dai diplomi di specializzazione, in quanto definito dal Decreto Legislativo 17 Agosto 1999 n. 368, emanato in attuazione della Direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati e altri titoli. Il predetto decreto legislativo, infatti, ha trasformato l’attestato di formazione in “Diploma di formazione specifica in medicina generale”. Tuttavia in deroga a quanto previsto dall’art. 21 della legge 368/99 hanno diritto ad esercitare l’attività professionale in qualità di Medici di Medicina Generale, i medici chirurghi abilitati all’esercizio professionale entro il 31/12/1994.

In altre parole oggi, tutti i medici laureati ed abilitati che ambiscono ad avere un proprio studio di Medicina Generale con i propri assistiti (ex mutuati), devono necessariamente conseguire il “Diploma in Medicina Generale”. In tutte le regioni d’Italia l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale è riservato soltanto ad un ristretto numero di medici. Il concorso viene bandito dal Ministero della Salute e rimandato agli Assessorati Regionali alla Sanità. Da due anni il concorso, solo per esame, viene bandito annualmente e la data è unica in tutta Italia. Le domande d’esami, a risposta multipla,  sono 100  ripartite fra tutte le specialità della medicina, dalla cardiologia alla gastrenterologia, dalla medicina legale alla neurologia ecc. Diversamente dall’accesso alle scuole di specializzazioni, non è prevista una banca dati di domande su cui studiare.

Per i vincitori, il corso comporta un impegno a tempo pieno con l’obbligo della frequenza alle attività didattiche teoriche e pratiche, da svolgersi sotto il controllo delle regioni e province autonome e degli enti competenti. Il Corso è articolato in 36 mesi distribuiti come segue:

-6 mesi presso un reparto di Medicina Interna

-2 mesi presso un reparto di Ginecologia

-6 mesi presso strutture territoriali (poliambulatori ASL)

-4 mesi presso un reparto di Pediatria

-3 mesi presso un reparto di pronto Soccorso

-3 mesi presso un reparto di Chirurgia

-12 mesi presso uno studio di Medicina Generale

Al termine di ciascun periodo, i direttori dei vari reparti sono tenuti ad elaborare un voto ed un giudizio. Qualora fosse negativo il discente è tenuto a ripetere il periodo di formazione.

Al termine dei 3 anni, in caso di tutti giudizi positivi, ogni medico svolgerà un esame finale con elaborazione di una tesi, ed in caso di giudizio positivo, otterrà il diploma di formazione specifica in Medicina Generale il quale permetterà ai medici, non solo di entrare nella graduatorie regionale, ma  di ottenere un punteggio base di 7,20, come sancito dall’ultimo accordo collettivo nazionale.

Ogni anno gli Assessorati Regionali bandiscono le zone carenti di Medicina Generale, cioè le località in cui è richiesta una nuova figura di Medico di Medicina Generale (ex Medico della Mutua) e così come sancito dall’ultimo accordo collettivo nazionale, il 60-80% (tale percentuale varia entro tale range di regione in regione) dei posti disponili deve essere riservato ai medici in possesso del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale.

Chi fra i medici richiedenti il posto di Medico di Medicina Generale si troverà in una posizione più alta in graduatoria, secondo le norme sancite anch’esse nell’ultimo accordo collettivo nazionale, otterrà la convenzione col S.S.N..

Il corso richiede un impiego a tempo pieno, pertanto non è possibile contestualmente alla frequenza intrattenere rapporti di lavoro a qualsivoglia livello. Uniche attività compatibili sono le sostituzioni di guardia medica, ordinaria e turistica, nelle zone carenti e del medico di medicina generale.

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