Posizione del SIGM in merito alla Riforma della Pubblica Amministrazione e sugli interventi per favorire il ricambio generazionale in Sanità.

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– che venga mantenuto il testo originale delle Riforma della Pubblica Amministrazione con particolare riferimento alle “Disposizioni per il ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni” al fine di favorire un più rapido e fisiologico turnover, in quanto l’età di pensionamento verrebbe abbassata ad un massimo di 65 anni per tutti medici;

– che il taglio del 50% dei  permessi sindacali venga applicato anche per la categoria dei medici;

– che si adottino adeguati provvedimenti legislativi per far fronte all’emergenza del precariato medico nel Sistema Sanitario Nazionale;

– l’immediato sblocco del turn-over per favorire il ricambio generazionale e, pertanto, un’accelerazione dell’approvazione del DPCM “salva precari” con il superamento di tutte le restrizione economiche imposte dal Ministero dell’Economia e Finanze che possa permettere l’immediata stabilizzazione dei giovani e non precari in sanità;

– l’adozione di criteri di progressione di carriera che si fondino sul contributo offerto dai professionisti e non più esclusivamente sull’anzianità di servizio, che non incentiva alla produttività ed al miglioramento continuo delle performance, che quindi premi il merito e le capacità professionali e non l’età;

– rimodulazione delle modalità di selezione per l’accesso alla dirigenza medica del SSN e per l’assegnazione degli incarichi nel convenzionamento col SSN (cure primarie e specialistica ambulatoriale), a tal fine sarebbe utile, l’adozione di concorsi e graduatorie su base regionale per tutti i comparti della sanità, superando al contempo la logica del “cucire addosso” strutture e funzioni;

– che si apra un tavolo politico per arrivare ad una corretta programmazione del fabbisogno i medici e delle professionalità sanitarie;

– che il sistema della rappresentanza delle professioni, in particolare di quella medica sia aperta anche alle associazioni di categoria e che non restino solo prerogativa sindacale. A tal fine, si propone che vengano rivisitati gli articoli 22 e 23 dell’ACN, rimuovendo i criteri di priorità in atto previsti, in modo da annoverare anche forme di rappresentanza non sindacale.

Il Consiglio Esecutivo

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