Insoddisfazione e rammarico per i contenuti della Legge di Stabilità 2016

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Sulle nostre spalle l’ennesima passerella politico-sindacale che vanifica in un colpo la valorizzazione della formazione specifica in Medicina Generale e le promesse di assunzioni straordinarie a garanzia del SSN.

Insoddisfazione e rammarico per l’ennesima occasione mancata per valorizzare la formazione in Medicina Generale. Queste le sensazioni più diffuse tra i giovani medici a seguito del mancato inserimento degli emendamenti voluti dal SIGM che avrebbero apportato importanti innovazioni per i corsisti impegnati nella formazione specifica in medicina generale.

“È con amarezza che costatiamo come sia mancato il sostegno alle proposte emendamentarie (nonostante l’appello del SIGM già in occasione della discussione degli emendamenti al Senato) da gran parte del mondo sindacale che oltre a non aver colto l’occasione per avanzare e sostenere emendamenti che avrebbero migliorato la condizione dei corsisti è anzi intervenuto per ostacolare il cambiamento. C’erano tutte le condizioni per valorizzare la situazione dei corsisti ma la restaurazione ha avuto il sopravvento”.

Ecco cosa proponevano le proposte emendamentarie fatte presentare dal SIGM in più battute negli ultimi giorni:

1) modifica del metodo di selezione per l’accesso ai corsi di formazione specifica in medicina generale, mediante l’istituzione di una graduatoria nazionale, stilata a seguito di un concorso unico che si sarebbe dovuto svolgere in un’unica data sia per l’accesso ai corsi di medicina generale sia per l’accesso alle scuole di specializzazione. Tale soluzione era idonea a risolvere il problema dei ricorsi, venutosi a creare in conseguenza dell’esistenza delle attuali graduatorie regionali, che negli ultimi anni ha portato la giustizia amministrativa ad ammettere un’innumerevole quota di corsisti in soprannumero, con innumerevoli disagi in molti corsi sovraffollati, mettendo in evidenza la necessità di una revisione del sistema di accesso ai corsi di formazione triennale. Si sarebbe inoltre posto rimedio al problema dell’abbandono delle borse di formazione specifica in medicina generale conseguite in attesa di sostenere il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche, o viceversa. A oggi entrambi i problemi rimangono irrisolti. Presentato alla Camera (On. Crimì e altri).

2) modifica della norma sulle incompatibilità, così come da tempo chiesto dalla nostra Associazione, prevedendo che il corsista potesse svolgere le attività lavorative compatibili di guardia  medica notturna e festiva e della guardia medica turistica con precedenza di chiamata nei confronti dei medici non in possesso di attestato di formazione specifica in medicina generale. Ciò avrebbe permesso di avvicinarsi a quanto stabilito dalla normativa europea (2005/36/CE, Art. 29) che limita l’esercizio della medicina generale ai solo possessori di titolo attestante una formazione specifica in medicina generale, con possibilità di deroga al più limitata ai medici in formazione specifica in medicina generale. Tale iniziativa, già avanzata insieme ad altre su proposta della nostra Associazione anche al Senato, avrebbe permesso ai corsisti di avere priorità di accesso ad un ruolo di pertinenza della medicina generale, avendo al contempo la possibilità di trovare una fonte di reddito aggiuntiva. Presentato al Senato (Sen. Scavone e altri) e alla Camera (On. Crimì e altri).

3) trasferimento della copertura assicurativa dei corsisti in formazione specifica in medicina generale, a oggi corrisposta da ogni singolo corsista, a carico delle aziende sanitarie o delle Regioni dove il medico in formazione svolge l’attività formativa. Presentato al Senato (Sen. Scavone e altri) e alla Camera (On. Crimì e altri).

4) istituzione di un Osservatorio Nazionale e Osservatori Regionali per il monitoraggio della qualità della formazione specifica in medicina generale. Presentato al Senato (Sen. Scavone ed altri)

5) adozione di un contratto di formazione specifica per i corsisti di medicina generale, con l’equiparazione dei compensi (dagli attuali 11.603€ annui a 25.000€ annui) a quelli destinati agli specializzandi. Presentato alla Camera (On. Crimì e altri).

Stessa delusione e amarezza serpeggia tra medici e operatori sanitari dopo aver visto sfumare la promessa di assunzione straordinaria di circa 6.000 unità da parte del Governo con la sostituzione nelle ultime 48 ore della bozza emendamentaria al testo della Legge di Stabilità 2016 che avrebbe sbloccato le assunzioni con concorsi straordinari (http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato9862403.pdf) e l’inserimento dell’emendamento a firma Carnevale e altri che in queste ultime ore è stato depositato in commissione bilancio.

L’obiettivo è quello di rimandare alle Regioni l’analisi delle criticità delle piante organiche attraverso la messa a punto di piani inerenti al fabbisogno di personale e la conseguente possibilità di mettere a bando mediante concorsi posti aggiuntivi con concorsi da espletare entro il 31 dicembre 2016. Le Regioni, infatti, saranno chiamate a definire caso per caso il contingente in caso di attuale e manifesta mancanza di personale programmando assunzioni da attuare entro dicembre 2016. (ndr nelle more della predisposizione e della verifica dei piani inerenti il fabbisogno di personale, le Regioni dal 1° gennaio 2016, e fino al 31 luglio 2016, qualora si evidenziassero criticità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, potranno ricorrere a forme di lavoro flessibile, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia sanitaria, comprese quelle relative al contenimento del costo del personale e in materia di piani di rientro. Se al termine di questo periodo temporale dovessero ancora permanere le predette condizioni di criticità, i contratti di lavoro attivati potranno essere prorogati fino al termine massimo del 31 dicembre 2016. I concorsi, inoltre, prevedranno l’assunzione per il 50% di precari e per il 50% di nuovi medici e professionisti sanitari).

La montagna ha partorito il topolino. Non è stato definita una programmazione, il tutto sembra essere demandato e affidato alle singole realtà regionali con un timing che ricorda le prossime elezioni amministrative e con una disponibilità di fondi non definita (perché sembra che anche la nuova versione dell’emendamento dovrebbero prevedere copertura dai risparmi sull’applicazione del pacchetto normativo sulla responsabilità professionale)”.

E ancora una volta si manca l’occasione di rilanciare un piano uniforme di sviluppo e investimento e di recuperare le criticità di un sistema sanitario nazionale che ancora una volta viene spacchettato in 21 realtà regionali. “Quello che è inaccettabile non è tanto la probabile presentazione di questa seconda versione dell’emendamento quanto la passerella mediatica che si è svolta negli ultimi giorni millantando migliaia di nuove assunzioni straordinarie per poi comunicare che il tutto verrà demandato a incerte dinamiche regionali”.

Eppure oltre 650 erano state nelle ultime 48 ore le sottoscrizioni alla petizione lanciata dall’Associazione Italiana Medici (AIM) e dall’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) proprio per chiedere chiarezza e assunzione di responsabilità a Governo e Parlamento chiamati a lasciar andare equilibri non più sostenibili e a prendere in carico la sfida di un rilancio di un SSN fondato sui capisaldi di appropriatezza, qualità, sicurezza, accountability e merito. (CONTINUATE a FIRMARE su www.associazioneitalianamedici.com/petizione)

“Non è più tempo di spot e annunci sensazionalistici, che preludono a fantomatiche nuove assunzioni, a nuove modalità di concorsi e al superamento di criticità note solo per illudere e tenere a bada medici e professionisti sanitari. Non è più tempo di promesse vuote fatte sulle nostre spalle”.

Il CONSIGLIO ESECUTIVO SIGM

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