Pieno supporto alla protesta “anti-sfruttamento” nata dal web, il SIGM in campo per l’equo compenso anche per i medici

COMUNICATO STAMPA

ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI

Il SIGM, a tutela dei giovani medici, aderisce alla manifestazione unitaria “L’equo compenso è un diritto” lanciata dal Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali e la Rete delle Professioni Tecniche in programma per il prossimo 30 novembre a Roma; appello a FNOMCeO e OMCeO Provinciali per supportare concretamente le fasce più giovani della Professione.

È ormai evidente da tempo che esiste un limbo per i giovani medici che comincia il giorno successivo alla laurea e termina con l’agognato ingresso nella formazione post lauream. È in questo momento, soprattutto nelle grandi città, che i giovani medici alla ricerca del primo impiego si imbattono in situazioni poco chiare, vere e proprie trappole, travestite da società di servizi e/o cooperative, che offrono lavoro in cambio di tariffe indecorose o, addirittura, veri e propri baratti.

Prestazioni mediche in cambio di “pizza e birra” o “lezioni di sci”, notizie assurte alla cronaca degli ultimi giorni, cui vanno aggiunte le annose problematiche delle sostituzioni gratuite nel territorio o dell’adozione di tariffari indecorosi da parte di guardie turistiche e punti di soccorso privati. Ciò, evidentemente, fa leva sulle condizioni peculiari in cui vivono i giovani medici oggi, costretti ad affrontare lunghi periodi in attesa dei primi concorsi cui poter partecipare, che possono trasformarsi anche in periodi indeterminabili nel caso di mancato collocamento.

I social hanno il merito di raccontare la realtà in modo diretto e senza filtri. <– ricordano i Giovani Medici SIGM – Si straparla di mancanza di medici quando in Italia sono tantissimi i giovani colleghi disoccupati o sfruttati. Le storie di camici bianchi pagati con pizza e birra o con qualche altra forma di baratto le conosciamo; comprendiamo benissimo la rabbia che sta montando sui social. Il lavoro dei colleghi che si sono uniti in un gruppo Facebook denominato medici anti sfruttamento è ottimo e ha tutto il nostro supporto.>>

Altrettanto grave il precariato 2.0 delle Partite Iva e dei contratti a gettone per i neo-specialisti: in molti ospedali lavorano fianco a fianco medici strutturati e altri colleghi pagati “a gettone” per le ore di prestazione. Hanno le stesse responsabilità, fanno entrambi notti e guardie, ma il loro contratto di lavoro parla chiaramente di prestazioni e condizioni differenti.

Da anni, con numerosi interventi, missive e segnalazioni presso gli Organi competenti, il SIGM segnala le gravi irregolarità lavorative e retributive in cui spesso i giovani medici si trovano a dover prestare la propria opera professionale.

< – segnalano i Giovani Medici SIGM. – La Commissione Bilancio del Senato, sulla scorta dell’azione del Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali e dalla Rete delle Professioni Tecniche, ha approvato un emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale che stabilisce il diritto a un compenso minimo sotto al quale non si potrà scendere e che deve essere proporzionato alla qualità e quantità del lavoro>>.

Per questo il SIGM il 30 novembre a Roma presso il Teatro Brancaccio prenderà parte all’evento “L’equo compenso è un diritto”, organizzato dal Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali e dalla Rete delle Professioni Tecniche per chiedere garanzie e maggiori tutele per i giovani medici durante l’avvio della Professione e denunciare l’abuso dell’utilizzo delle Partite Iva anche all’interno del Servizio Sanitario Nazionale: al momento il SIGM è l’unica associazione di medici che aderisce a questo evento, organizzato da altre categorie di liberi professionisti.

In ultimo l’Associazione Italiana Giovani Medici, confermando l’impegno a lottare a fianco dei colleghi, segnala la prossima uscita di un “Codice di Comportamento per il Giovane Medico: diritti e doveri” che potrà essere d’aiuto per muoversi nelle tante realtà locali e potrà dare dei punti di riferimento per evitare di cadere in situazioni anomale o al limite della legalità.

L’appello a tutti i colleghi è a lavorare insieme per:

– l’inserimento della categoria medica tra le categorie interessate dall’equo compenso, stimolando la componente ordinistica della Professione medica ad oggi colpevolmente assente nel dibattito finora occorso;

– l’adozione di un tariffario equo ed etico, da sottoporre alla FNOMCeO e a tutti gli OMCeO provinciali chiedendone l’immediata diffusione;

– la costituzione di un collettore di segnalazione volto a raccogliere, verificare qualsivoglia forma di proposta lavorativa lesiva in termini economici, deontologici e morali, della figura del giovane medico.

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